di Pierluigi Cara
Che cosa è un producer? Ce lo ha spiegato Riccardo Poli direttore artistico del Festival Pour Parler, ex autore de La Zanzara e podcast producer per Radio 24 e 24 Ore Podcast nel pomeriggio di giovedì 20 febbraio 2025 durante la Masterclass “Piano editoriale e Piano di produzione per podcast”, tenuta per ASSIPOD.org – Associazione Italiana Podcasting alla Casa del Podcast di Roma.
Il podcast producer è una persona che riesce a essere contemporaneamente mental coach, sceneggiatore e process manager; spesso deve saper scrivere, legge moltissimo e chiede conto, quasi ossessivamente, ai suoi host di tutto ciò che fanno. Il suo compito è quello di portare a compimento un progetto di produzione, come una specie di supereroe del mondo audio digitale.
Le due ore con lui sono trascorse velocemente. Ci aveva avvisato delle sue capacità affabulatorie, ma è rimasto sorpreso quando, alla fine, si è accorto che non era riuscito a farci fare le prove di gruppo promesse. Così ci ha assegnato anche dei “compiti a casa”.

Il producer, il piano editoriale e il piano di produzione
Ok, ma che cosa c’entra il producer con il piano editoriale e il piano di produzione? Questi due documenti (o attività, è difficile trovare un unico termine che li descriva in modo univoco) fanno parte di una delle liste di cose da fare che Riccardo ci ha mostrato per spiegare come portare a termine il compito principale del producer: concretizzare un progetto. E di liste ce ne ha mostrate parecchie.
Come Pollicino nel bosco lascia i sassolini per ritrovare la strada di casa, così il nostro “supereroe” deve scandire tutte le fasi del percorso produttivo per non smarrire la via e riuscire a raggiungere la destinazione desiderata.
Un mantra lo deve accompagnare: “Perché faccio questo podcast?” Non bisogna mai trovarsi a fare qualcosa che non corrisponda all’obiettivo previsto all’inizio, soprattutto se questo obiettivo è stato stabilito dall’editore.
Qui emerge un altro aspetto importante: l’indipendenza. Riccardo parla da dipendente di un gruppo editoriale e questa condizione definisce il suo campo di forze e di obblighi. Da qui nasce una domanda: “Se sono un podcaster indipendente, mi serve comunque un producer? E quanto mi costerebbe?”
Chiunque abbia portato a termine un podcast indipendente probabilmente conosce già tutte le fasi necessarie, ma le ha dovute imparare a proprie spese, attraverso l’esperienza, gli errori e le soluzioni trovate lungo la strada. Certo, si può anche chiedere aiuto a qualcuno – il producer, per l’appunto – ma su questo Riccardo è stato vago, non per mancanza di volontà, ma perché le cose da dire erano davvero molte.
Anche sul costo ha chiarito che si tratta di un lavoro impegnativo, che merita una ricompensa proporzionata alla qualità e quantità del lavoro richiesto. Magari, non c’è bisogno di un aiuto totale: si può avere un supporto parziale o una consulenza.
Tornando al tema centrale della masterclass, i due piani – quello editoriale e quello di produzione – sono cruciali per il buon esito del processo produttivo del podcast. Il contributo di Riccardo nel chiarire e approfondire questi concetti è stato notevole: grazie alla sua brillante e vivace presentazione, alle numerose domande emerse tra gli uditori (presenti e online) e alla documentazione sonora che ha mostrato, è riuscito a delineare un quadro organico di grande utilità.
Difficile dire se questo quadro sia completo: lui stesso ha ammesso, ad esempio, di non aver trattato il ruolo del copy, cioè di colui che cura titoli, sottotitoli e impianto testuale del podcast.

Glossario, ruoli e regole non scritte
Tra le cose che si “portano a casa”, come si suol dire, da questa masterclass c’è sicuramente un glossario a tratti sorprendente, talvolta da chiarire, perché alcuni termini restano un po’ criptici: host, i bianchi, sinossi, pitch, artwork, mockup, briefing, copy, profilo sonoro, brand reputation, pinkwashing.
Tra questi, il termine host ha suscitato più reazioni: Riccardo ha spiegato che si tratta del conduttore, cioè di chi ci mette la voce. Alcuni pensavano che coincidesse anche con l’autore, ma non è sempre così. A volte è proprio il producer a diventare autore, a mettere le mani nel testo: da qui un nuovo termine per il glossario, il preditor (producer + editor).
Anche il termine pitch ha generato curiosità. Il messaggio di Riccardo è stato diretto, quasi brutale: “Devi saper raccontare la tua idea nel tempo in cui un ascensore fa 20 piani.” Un’idea chiara, comprensibile e sintetica: questo è l’elevator pitch del podcast.
Interessanti, infine, le regole non scritte a cui bisogna attenersi, almeno nel mondo editoriale. Bisogna ancora spiegare a voce, di persona, l’idea di un podcast, piuttosto che mostrare un reel social dal cellulare.
La voce rimane, oggi come ieri, più convincente dello schermo di uno smartphone.
Solo per gli associati ASSIPOD.org che hanno versato la quota d’iscrizione annuale di 29 € la masterclass è stata trasmessa anche in streaming attraverso il canale e il gruppo Telegram riservati e la registrazione sarà inviata via email rimanendo disponibile nell’archivio delle masterclass.
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