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Didattica Semplessa: la forza del podcast

di Federica Sbrana

Per chi è del settore il dilemma non è nuovo. Almeno a partire dalle sue origini, la pedagogia si interroga sui metodi più efficaci per accompagnare i “nuovi venuti” nel percorso di crescita, ricerca del senso e costruzione del sé. Da una parte ci sono i saperi, le conoscenze, le competenze, le abilità e chi – il docente – dovrebbe esserne mediatore, dall’altra chi apprende. Questo nello schema classico.

L’esigenza di un’adeguata gestione della complessità che caratterizza il mondo contemporaneo, però, ha rivoluzionato da tempo l’approccio trasmissivo, con una tale radicalità che nessun docente oggi oserebbe più dichiararsene sostenitore o “praticante”, a meno di non voler rischiare di essere accusato di imperdonabile passatismo o, ancor peggio, di “blasfemia pedagogica” con conseguente condanna al rogo.

D’altra parte, la questione non è affatto banale se è vero che, preso in prestito da Alain Berthoz e dalla Fisiologia della percezione, comincia a circolare sempre più insistentemente fra gli addetti ai lavori, grazie soprattutto al contributo di Maurizio Sibilio, il termine semplessità: molto di più e di diverso rispetto a una “semplificazione del complesso”, anche se il risultato, per lo studente, dovrebbe essere esattamente quello.

Semplessità: creare, scegliere, cooperare

Ciò che però, secondo noi “Assipodiani”, rende particolarmente interessante l’approccio di una “didattica semplessa”, senza farla troppo lunga e senza perderci nelle astruserie degli specialisti (ma nessuno ci impedisce di approfondire il tema andando direttamente alla fonte), sono tre aspetti per nulla trascurabili.

Il primo è questo: Alain Berthoz sostiene che la semplessità è nient’altro che una “complessità decifrabile, perché fondata su una ricca combinazione di regole semplici”, spiegando che uno dei più importanti princìpi alla base di questa teoria è l’atto del “creare”. È ciò che dovrebbe spingere docenti e studenti a cercare quanto più spesso possibile strade nuove, inibendo soluzioni automatiche o del tutto prevedibili e ripetitive di fronte a un tema o a un problema qualsiasi.

Il secondo aspetto suggerito dalle riflessioni di Berthoz, altrettanto attraente per chi, come noi, cerca di inquadrare l’atto dell’insegnamento in una cornice metodologica, è quello che lui chiama il “principio della selezione e della specializzazione”, in base al quale è necessario scegliere, fra tutte le informazioni che ci sommergono quotidianamente, solo quelle che si ritengono pertinenti rispetto ai fini prefissati. Il terzo elemento, anch’esso non poco interessante, è quello della cooperazione, che consente di combinare prospettive e punti di vista diversi.

Podcasting a scuola: un laboratorio di semplessità

Ora, sia chiaro, non siamo così ingenui da credere né tantomeno da concludere d’emblée che l’uso didattico del podcast rappresenti la chiave di volta della “semplessità” e la panacea di ogni dilemma pedagogico. Però – e qui, raccogliendo l’invito del nostro Direttore, parliamo “da artigiani del podcasting” – possiamo dire, per averlo sperimentato fra i banchi, che questo straordinario strumento ha esattamente a che fare con tutto ciò di cui parla Berthoz: la selezione di una determinata porzione della realtà considerata a tal punto interessante da destare non solo la nostra attenzione ma addirittura la nostra passione, fino a decidere di diventarne, almeno per un po’, esperti o specialisti, esplorandone insieme la profondità attraverso percorsi di ricerca che chiamano in campo, in dosi massicce, curiosità e creatività.

Artigiani della conoscenza

Ragionando su tutto questo, a noi sembra che gli echi di Berthoz siano decisamente assordanti. Perché è proprio così: realizzare un podcast o una serie di podcast con gli studenti permette di scendere sotto la superficie delle cose, consente di vederne lo spessore, di conoscerle meglio e di comunicarle agli altri. Insomma, per farla breve, in queste pagine, per chi ci vorrà seguire, vogliamo capire una cosa: perché i podcast funzionano così bene a scuola. Questo lo sappiamo senza ombra di dubbio, per averlo provato.

L’empiria, però, non ci basta. Vogliamo condirla con un pizzico di teoria, cercando tutti coloro che, come Berthoz, possono fornirci la chiave per entrare sempre più consapevolmente in una “didattica semplessa”. Senza alcuna presunzione, perché il nostro Direttore ha ragione: qui siamo tutti artigiani. Pieni di passione, però, per il podcasting e soprattutto per la scuola a cui abbiamo deciso, non pochi anni fa, di dedicare la nostra vita. Rimanete con noi perché insieme, ma solo insieme, faremo nuove scoperte!

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