
2020-2025: l’audio è diventato adulto?
C’è una frase che racchiude meglio di qualsiasi dato l’arco di questi anni: nel 2020 ascoltavamo per sentirci meno soli. Nel 2026 ascoltiamo per scelta.

C’è una frase che racchiude meglio di qualsiasi dato l’arco di questi anni: nel 2020 ascoltavamo per sentirci meno soli. Nel 2026 ascoltiamo per scelta.

La domanda è semplice e diretta: che cosa avrebbe pensato e scritto Marshall H. McLuhan del medium podcast? È qualcosa di più di una curiosità per chi cerca di confrontarsi con quella che potrebbe definirsi “l’ontologia della comunicazione”, non accontentandosi del consumo mediatico ma preoccupandosi invece di comprenderne i caratteri distintivi.

La tecnica ha democratizzato il podcasting, ma impone anche vincoli invisibili che rischiano di omologare i contenuti. Quando la ricerca del suono perfetto diventa un’ossessione si perde l’identità sonora.

Ottant’anni fa, il 13 febbraio 1946, una voce attraversava le onde corte per raccontare al mondo la nascita di un nuovo organismo internazionale. Era la prima trasmissione della Radio delle Nazioni Unite.

C’è un gesto apparentemente neutro che oggi assume un peso nuovo: ascoltare. Nel rumore continuo della comunicazione digitale il podcast si ritaglia uno spazio diverso. Non perché sia migliore degli altri media, ma perché impone un ritmo, chiede tempo, attenzione, presenza. Ed è proprio qui che nasce la domanda: ascoltare può diventare un atto politico?

Dare consapevolezza e spessore all’agire didattico, individuare il senso profondo dell’insegnamento e concepire il dialogo educativo come esperienza trasformativa. Sono questi, insieme a molti altri, gli obiettivi che ispirano da sempre la ricerca pedagogica

Cosa succede quando il teatro incontra il podcast, ovvero la dimensione dell’ascolto puro? Ecco una lista dei migliori podcast di teatro

Il tema è sempre quello: la media education. Espressione di innegabile polivalenza semantica che, nel corso dei decenni, ha subito un processo di “totemizzazione”.
Di Federica Sbrana

Un progetto nato nel 2006 che ha anticipato di oltre un decennio il boom del podcasting in Italia.

L’ISTAT ha pubblicato i risultati dell’indagine sulle famiglie “I cittadini e il tempo libero”. Per la prima volta, tra le attività analizzate compare anche l’ascolto di podcast.
Di Pierluigi Cara e Francesco Ravenda.