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Il live podcast come dispositivo pedagogico e comunicativo nell’Open Day scolastico

C’è una domanda che ogni scuola si pone almeno una volta all’anno, in prossimità dell’Open Day, che rappresenta per un istituto scolastico uno dei momenti comunicativi più delicati nella vita dell’istituto: come raccontarsi alle famiglie in modo autentico, non come uno spot promozionale, ma come una comunità viva?

di Maria Rosa Rechichi

Il caso dell’IC “Nicolò Tommaseo” di Torino

La funzione ufficiale di un Open Day è orientativa, ma esso svolge anche una funzione identitaria più profonda: rendere visibile la cultura di una scuola, il suo clima relazionale, i valori che ne orientano la vita quotidiana. È proprio su questa seconda funzione che i formati tradizionali – presentazioni in auditorium, materiali cartacei, visite guidate – mostrano i propri limiti strutturali; producono una rappresentazione statica dell’istituzione, in cui i visitatori restano destinatari passivi di un messaggio preconfezionato. La dimensione relazionale e narrativa della scuola resta largamente fuori campo.

Il live podcast come risposta: il caso Tommaseo

Nel gennaio 2026, l’IC “Nicolò Tommaseo” di Torino ha adottato una soluzione originale: durante l’Open Day della scuola primaria, nello spazio della web radio scolastica, è stato realizzato un live podcast nell’ambito del progetto Onde di Storie. A condurre l’episodio è stata l’animatrice digitale dell’istituto (podcaster per passione), con la partecipazione di bambini, genitori, docenti, personale ATA e la stessa dirigente scolastica. Una platea di voci che raramente si trova riunita nello stesso spazio narrativo, e che in questo caso ha partecipato – in molti casi – per scelta spontanea.

La spontaneità dei bambini: quando il filtro non esiste

Tra tutti i momenti che una mattinata come quella può restituire, ce n’è uno che il live podcast sa catturare meglio di qualsiasi altro formato: la parola dei bambini, consegnata senza mediazione. Davanti a un microfono aperto, i bambini parlano senza filtri e senza alcuna performance. Rispondono con la precisione disarmante di chi non ha ancora imparato a calibrare le proprie parole in funzione dell’interlocutore. Quella che agli adulti potrebbe sembrare ingenuità è in realtà una forma di autenticità radicale: il bambino che racconta cosa si aspetta dalla scuola offre una percezione genuina e non negoziata, lontana dalla costruzione consapevole di un’immagine. Per le famiglie in ascolto, queste voci hanno un peso specifico che nessuna presentazione istituzionale può replicare. È questo il paradosso virtuoso del live podcast: il momento meno controllato è quello che comunica di più.

Progetto senza titolo – 2

Partecipazione spontanea, comunità reale

La partecipazione non sollecitata è uno degli indicatori più affidabili del grado di identificazione di una persona con un contesto. Chi si avvicina volontariamente a un microfono aperto compie un gesto di appartenenza prima ancora che di comunicazione. Significativa, in questo senso, la presenza del personale ATA tra gli intervistati: figure centrali nella vita quotidiana della scuola, ma raramente visibili nella comunicazione istituzionale verso le famiglie. Il live podcast ha restituito loro voce, contribuendo a rappresentare la scuola nella sua interezza. E il fatto che davanti allo stesso microfono si siano alternati bambini, genitori, insegnanti, collaboratori scolastici e la dirigente ha prodotto un effetto simbolico preciso: la temporanea sospensione delle gerarchie istituzionali in favore di uno spazio conversazionale paritario. Il live podcast non descrive la comunità scolastica – la abita.

Verso un modello replicabile

L’esperienza del Tommaseo suggerisce che il live podcast, quando progettato con consapevolezza e radicato nelle competenze interne alla scuola – a partire dalla figura dell’animatrice digitale come conduttrice – rappresenta a tutti gli effetti un dispositivo pedagogico e comunitario, non un semplice accessorio comunicativo. Le condizioni che ne rendono possibile la qualità sono replicabili in contesti diversi per ordine, dimensione e risorse. Ciò che non è replicabile è il live stesso: ogni diretta è unica, irripetibile, e proprio per questo autentica. È questa irripetibilità, ben più della perfezione tecnica o della qualità del suono, il vero valore aggiunto che il live podcast porta all’Open Day scolastico. E, più in generale, a ogni momento in cui una scuola sceglie di raccontarsi davvero, con tutte le sue voci.

Ascolta l’episodio speciale prodotto durante l’Open Day dell’IC Nicolò Tommaseo di Torino: Onde di Storie

Maria Rosa Rechichi è animatrice digitale presso l’IC “Nicolò Tommaseo” di Torino, podcaster e socia ASSIPOD.org dove è responsabile del settore Education insieme a Davide Gelati. È autrice del podcast Si Rilascia Attestato, disponibile sulle principali piattaforme di distribuzione.

Periodico telematico registrato presso il Tribunale di Roma n. 67/2025 del 26 giugno 2025

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