
Difficile da monetizzare.
Il mercato del podcasting giudica i progetti dai numeri. Ma ci sono storie che cambiano le persone senza mai entrare nelle classifiche che contano. Il cortocircuito di un sistema che non sa misurare ciò che conta davvero.

Il mercato del podcasting giudica i progetti dai numeri. Ma ci sono storie che cambiano le persone senza mai entrare nelle classifiche che contano. Il cortocircuito di un sistema che non sa misurare ciò che conta davvero.

C’è una frase che racchiude meglio di qualsiasi dato l’arco di questi anni: nel 2020 ascoltavamo per sentirci meno soli. Nel 2026 ascoltiamo per scelta.

Ottant’anni fa, il 13 febbraio 1946, una voce attraversava le onde corte per raccontare al mondo la nascita di un nuovo organismo internazionale. Era la prima trasmissione della Radio delle Nazioni Unite.

C’è un gesto apparentemente neutro che oggi assume un peso nuovo: ascoltare. Nel rumore continuo della comunicazione digitale il podcast si ritaglia uno spazio diverso. Non perché sia migliore degli altri media, ma perché impone un ritmo, chiede tempo, attenzione, presenza. Ed è proprio qui che nasce la domanda: ascoltare può diventare un atto politico?

Un progetto nato nel 2006 che ha anticipato di oltre un decennio il boom del podcasting in Italia.

L’ISTAT ha pubblicato i risultati dell’indagine sulle famiglie “I cittadini e il tempo libero”. Per la prima volta, tra le attività analizzate compare anche l’ascolto di podcast.
Di Pierluigi Cara e Francesco Ravenda.

di Lorenzo Roberto Quaglia.
Negli ultimi anni il corporate podcast è passato dall’essere una curiosità sperimentale a diventare una delle leve strategiche più interessanti per la comunicazione d’impresa.

di Francesco Ravenda Il mondo dei podcast continua a crescere e a sorprendere. Non è più soltanto un fenomeno di nicchia, ma un medium che

17,6 Milioni di Italiani hanno ascoltato almeno 1 podcast o audiolibro nel 2023, segnando un +4% rispetto all’anno precedente. Alcuni ascoltano podcast in modo esclusivo