di Pierluigi Cara e Aurora Acconcia
La ricognizione dei circoli di lettura in Italia
L’indagine ha mappato 1.253 circoli di lettura, ciascuno frequentato mediamente da 24 persone, di cui almeno 14 partecipano con regolarità. Parliamo dunque di circa 30.000 lettori e lettrici attivi. Gli autori hanno stimato di aver mappato tuttavia solo il 10% dei gruppi di lettura esistenti e dunque la comunità coinvolta potrebbe riguardare circa 300.000 persone, in una dimensione che sfida la tradizionale distinzione statistica tra lettore forte, medio e debole. Si tratta di un «microcosmo», una minima parte della popolazione di lettori e frequentatori di biblioteche.
Nel 2024 infatti ISTAT con l’indagine Multiscopo sulle famiglie I cittadini e il tempo libero ha stimato al 57,1% la quota di persone di 6 anni e più che dichiarano di avere letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi (nel tempo libero, per motivi professionali e/o scolastici o per altri motivi), per un totale di circa 32 milioni di persone: un numero cento volte maggiore.
La partecipazione a un gruppo di lettura, quindi, non si misura tanto dal punto di vista quantitativo, ma coinvolge pratiche selettive di condivisione, conversazione e rielaborazione collettiva delle letture.
Il ruolo del podcasting
In questo contesto che ruolo svolge il podcasting? Nell’indagine Multiscopo ISTAT del 2024, se il 17,4% della popolazione di 11 anni e più dichiara di avere l’abitudine di ascoltare podcast (per un totale di 9 milioni 328 mila persone), solo il 9,4% (per un totale di poco più di 876.000, ovvero un decimo) ascoltava podcast riconducibili a libri. Un’altra utile informazione si può ricavare ancora dalla ricognizione effettuata da S.T.O.R.I.E.: il podcasting nei circoli di lettura sembra svolgere solo un ruolo «esterno», ovvero come canale informativo esterno contenente commenti, segnalazioni o vere e proprie sorgenti editoriali. In sostanza un ruolo marginale.
A corollario dello studio sono state tuttavia selezionate alcune esperienze ritenute significative, allo scopo di favorirne la replicabilità e la possibilità di spingere alla creazione di una comunità di pratica nel mondo della lettura. Tra questi «casi di studio» c’è il podcast Nei libri noi realizzato dal circolo di lettura della Biblioteca Europea di Roma, una delle biblioteche della rete dell’istituzione Biblioteche di Roma.
Questa esperienza fa intravedere la possibilità per il podcasting di svolgere un ruolo nuovo e diverso nel panorama generale della lettura e più nello specifico dei circoli di lettura.
Facendo una ricognizione speditiva tra i podcast pubblicati in italiano riconducibili alla categoria dei circoli di lettura e più in generale delle categorie della lettura e dei libri, ne sono emersi una ventina prevalentemente posizionati nel centro-nord e riguardanti quasi esclusivamente adulti. Solo una ristretta parte di questi, infine, concentra la sua attenzione nel restituire la dimensione del dialogo collettivo, che al contrario costituisce la principale funzione svolta dai circoli in senso generale. Ci sono infatti in prevalenza interviste, recite o recensioni e letture di libri. I dialoghi collettivi, inoltre, in molti casi non riguardano la lettura di libri ma lo sviluppo di specifici temi di carattere generale. L’esperienza di podcasting del circolo di lettura della Biblioteca Europea di Roma, riportata nella ricognizione effettuata da S.T.O.R.I.E., al momento risulta un episodio isolato e marginale. Ma è davvero così? Proviamo ad analizzare più in dettaglio quell’esperienza e le possibili cause della sua mancata diffusione nel contesto dei circoli di lettura.
L’esperienza del circolo di lettura della Biblioteca Europea di Roma

Nei libri noi (la prima stagione). Un percorso che si dipana sul filo della memoria personale, le proprie letture più amate, una riflessione soggettiva che viene condivisa usando per la prima volta un nuovo mezzo di comunicazione: il podcast.
Si comincia in solitudine, ognuno immerso in se stesso, nei propri ricordi. Si trova la forza di dare corpo alle emozioni, alle sensazioni, di trasformare i pensieri in parole. Parole che subito devono essere misurate con i tempi piuttosto brevi richiesti dal podcast. Bisogna essere semplici, ma non superficiali, sintetici, ma non riduttivi. Si deve entrare immediatamente nella disposizione d’animo di chi è disposto a mettersi in gioco per misurarsi con qualcosa di sconosciuto. È necessario imparare ad ascoltare la nostra voce che ci appare diversa, come estranea a noi stessi. Riflettere, parlare, ascoltare e riascoltare. Occorre diventare gli ascoltatori di noi stessi, acquisire il punto di vista di chi ci ascolta. Questo è stato fare il podcast il primo anno.
La continuazione: Nei libri noi – 2 e Nei libri noi – 3
Forte di un risultato ricco di soddisfazioni per l’arricchimento della vita di relazione e della conoscenza, il circolo ha voluto ripetere l’esperienza in altre due stagioni (Nei libri noi – 2 e Nei libri noi – 3). Costruire il podcast è diventata a questo punto un’attività più strutturata, che ha richiesto il lavoro di un sottogruppo redazionale dedicato. All’attività abituale del circolo di lettura, che discute negli incontri mensili uno dei libri scelti all’inizio della stagione registrando gli interventi di ogni partecipante, si è affiancata quella del sottogruppo per la rielaborazione dedicata alla costruzione del podcast.
Qual è il valore aggiunto dell’inserimento del podcasting nel lavoro di un gruppo di lettura? Quale valore attribuire alla creazione di un podcast mediante un lavoro di gruppo? E, soprattutto, qual è il valore di misurarsi con un insieme di voci diverse e con diversi modi di esprimersi?
Ci si trova davanti alla sfida di organizzare un’attività complessa. Si trattava di ascoltare in modo mirato gli interventi e di selezionarne alcune parti secondo criteri concordati dal gruppo. Un primo criterio è stato quello di dare spazio alle impressioni personali; la lettura di un libro, infatti, risuona in ogni persona in modo diverso e volevamo che questo «mondo» personale venisse comunicato. Un secondo criterio non meno importante è stato quello di scegliere le riflessioni più consapevoli e meditate suscitate dalle tematiche del libro. A questo punto si trattava di costruire i testi narrativi, vale a dire quei brani che attraverso le voci narranti avrebbero dovuto collegare in modo coerente gli estratti scelti, per facilitare l’ascolto complessivo. Bisognava realizzare quindi una sceneggiatura che necessariamente doveva essere per prima cosa scritta. Una nuova competenza diventava indispensabile per il gruppo di lavoro: la scrittura indirizzata a uno scopo preciso. Il gruppo si trovava così a giostrare dal parlato allo scritto e di nuovo dallo scritto al parlato registrato; il lavoro comune era diventato una fucina di riflessione e di invenzione. Il prodotto finale sarebbe stato un lavoro organizzato che poteva essere comunicato.
Cosa aggiunge il podcasting alla lettura condivisa
Le risposte alle domande poste in precedenza appaiono dunque chiare. Il podcasting nel gruppo di lettura potenzia tutti gli aspetti positivi già presenti nella lettura condivisa e partecipata. Incrementa la crescita personale con l’apprendimento di nuove abilità, consolida la vita di relazione accresciuta dal fatto di lavorare insieme a un progetto comune. Mette in luce una validità educativa che può configurarsi come «educazione permanente» rivolta a persone di ogni età. È utile peraltro sottolineare quanto l’attività organizzata del podcasting, quando coinvolge persone di età avanzata, possa anche diventare una vera e propria palestra per preservare memoria, autonomia, capacità di analisi e di discernimento. Inoltre, la comunicazione del risultato del lavoro di un circolo di lettura ad ascoltatori esterni, con l’appeal di un prodotto strutturato e organizzato che riproduce le voci vive di una discussione, può essere un incentivo impagabile a suscitare interesse e curiosità e, di conseguenza, ad ampliare la lettura di libri.

Alla luce di questa analisi di dettaglio sull’esperienza «pilota» del circolo di lettura della Biblioteca Europea sembra che il suo valore e la sua positività siano confermati. Molto, invece, resta ancora da fare sul fronte della diffusione e della promozione. Nel 2025 erano stati dedicati due appuntamenti della serie di corsi mensili «Fare podcast a partire da zero» tenuti da ASSIPOD.org – Associazione Italiana Podcasting, specificatamente al tema «fare podcast in biblioteca». Come risultato, dopo aver partecipato al corso, un altro circolo di lettura di Biblioteche di Roma (Biblioteca Vaccheria Nardi circolo di lettura) ha provato a realizzare un proprio podcast e un secondo circolo (Biblioteca Franco Basaglia) ha avviato una sperimentazione del podcasting.
Alcune proposte per la diffusione del podcasting nel settore della lettura
Troppo poco. Serve un nuovo impulso per questi corsi, magari nelle biblioteche, anche scolastiche. Ma anche nuove iniziative, come, ad esempio, degli incontri sul tema «Il Podcast dei Circoli», per abilitare nuove connessioni e aprire i circoli a un approccio relazionale più ampio e di comunità.
Per concludere, molto interessanti sono state anche alcune sperimentazioni intraprese dal circolo di lettura della Biblioteca Europea di Roma nel corso della stagione 2025/26, che possono anch’esse prefigurare ulteriori linee di sviluppo per la diffusione del podcasting nel settore della lettura. La collaborazione con gli editori (nel caso specifico la Treccani Libri) ha facilitato il contatto diretto anche con gli autori, arricchendo la dimensione del dialogo con il coinvolgimento consapevole (dopo la lettura) di figure esterne autorevoli e talvolta carismatiche. Infine il coinvolgimento anche delle scuole (tramite le biblioteche scolastiche) e quindi dei ragazzi e delle ragazze, per rompere il gap generazionale e promuovere la capacità di lettura avanzata anche tra gli adolescenti (Anatomia di una lettura con le classi IV del Liceo Scientifico Statale Augusto Righi di Roma ed Eroi del nostro tempo con le classi III del Liceo Ginnasio Torquato Tasso di Roma).
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