di Francesca Bertolotto
«I musei statali sono apparsi come dei magnifici, splendidi, competenti luoghi di conservazione ma socialmente poco sostenibili perché quello che mancava era l’interazione con la società». Enrica Pagella, già Direttrice dei Musei Reali di Torino, esprime in sintesi la coscienza emersa con la crisi del 2008 e ha richiesto un passaggio delicato «dall’attenzione delle cose alle persone»: non facile, «perché le nostre competenze si sono costruite sulle cose e non sulle persone» ma la trasformazione è in corso da tempo con risultati più che notevoli, mira a un rapporto vivo tra istituzioni e pubblico. A tutto questo il digitale contribuisce in modo rilevante.
Superare i muri grazie al digitale
I musei danno espressione a tutti gli ambiti dell’arte e alla storia nel suo evolversi, tra scienza, tecnologia, design, industria, sviluppo della società. A tutti la tecnologia offre un supporto indispensabile e i podcast guidano alla scoperta dei progetti in corso.
Li troviamo alla voce «Legacy» di Dicolab. Cultura al digitale, iniziativa promossa dal Ministero della Cultura e realizzata dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. Nelle serie Impronte. Un podcast di cultura digitale, Aperto. Accessibilità digitale per il patrimonio culturale, fino ai più recenti Non Toccare! e Digitale, cultura e altre complicazioni, il dialogo dinamico tra esperti narra un processo di continua sperimentazione.
Musei e podcasting: dai documenti ai casi
Assieme a parchi archeologici e dimore storiche, le istituzioni culturali che annoverano il podcast nel bouquet digitale sono numerose: podcast per arricchire l’esperienza del pubblico, intrattenere, educare, stimolare il pensiero critico. Piani strategici, bilanci di missione e di sostenibilità museali illustrano l’orientamento al medium, tra obiettivi e risultati. Di seguito alcuni casi.
Tecnologia e formazione
«Che cosa c’è di più entusiasmante, per chi, come me, lavora con le voci e con i suoni per raccontare una storia, di dare suono e voce agli strumenti di Guglielmo Marconi custoditi dal Museo?». Così commenta Carlo Annese la produzione di Marconi & co. Gli oggetti del Museo raccontano l’altra storia del wireless, voluta nel 2024 dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, per celebrare 150 anni dalla nascita del grande inventore. Marconi fu anche una figura chiave nella fondazione del museo perché contribuì alla sua creazione, negli anni Trenta, come Presidente del CNR e da qui l’eredità di beni e documentazioni conservati dal Leonardo in suo nome.
Il podcast è una sinfonia di voci tra curatori, studiose e studiosi di fama internazionale, esponenti della cultura e della società civile con l’obiettivo – arduo ma centrato – di raccontare una storia che parta da cose e fatti, ovvero oggetti, documenti e testimonianze bibliografiche, senza omaggi a un Marconi «mito» o «monumento». Questo già calibra il valore della produzione ma dal Bilancio di sostenibilità 2025 emerge un passo in più: per la formazione professionale in «Creazione di contenuti e Digital Storytelling», realizzata da alcuni istituti lombardi (percorsi formativi IFTS), il podcast è divenuto una vera e propria risorsa di apprendimento.
Economia e società
La cultura tecnica è promossa anche dai Musei civici di Bologna. In particolare, si deve al Museo del Patrimonio industriale la serie Fabbrichiamo il futuro, che testimonia i traguardi raggiunti grazie al potenziamento dell’innovazione nel distretto industriale bolognese. Ospiti e relatori rendono viva la storia economica e lo sviluppo sociale del territorio, dando voce a «passato, presente e futuro di uno dei distretti industriali più importanti al mondo».
Coscienza critica e coesione sociale
Un caso degno di nota è nel Bilancio sociale 2025 del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, dove Cose di fronte dimostra la capacità di utilizzare linguaggi nuovi per stimolare la coscienza critica, mirando a creare cultura e coesione sociale. Si scopre che il podcast, presentato sotto il capitolo «Inclusione e partecipazione», nasce collegato a un progetto sul colonialismo italiano: «dieci oggetti della collezione riletti attraverso una narrazione che non cerca la neutralità, ma la messa in discussione. Ospitare queste voci significa accettare che il patrimonio del museo possa essere interpretato in modi imprevisti – e che questo sia un valore, non un rischio».
Audience development
Il Piano strategico 2024/2029 di Fondazione Palazzo Ducale di Genova conferma la crescente domanda di accesso digitale al patrimonio culturale e a contenuti educativi online. Da qui obiettivi quali garantire, ancora una volta, accessibilità e inclusività per incrementare il coinvolgimento e l’esperienza dei visitatori ma non solo: la volontà è raggiungere un pubblico sempre più ampio e soprattutto gli under 35. La scelta del podcast non è casuale, dato che l’appendice con l’Analisi di benchmark espone due casi esemplari in questa direzione, ovvero il Barbican Centre di Londra e La Casa Encendida, a Madrid. Entrambi vantano produzioni di valore, il podcast funge «da piattaforma per discussioni culturali e sociali più ampie, riflettendo l’impegno verso la diversità, l’inclusione e l’innovazione artistica».
Tour dei territori, parlando anche ai bambini
Abbonamento musei del Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia aveva lanciato già nel 2022 L’arte con chi ne fa parte, dedicato in particolare ai musei piemontesi. Protagoniste sono le storie dei proprietari di palazzi nobiliari divenuti sedi museali, di fondatori e artisti a cui si devono le opere d’arte conservate. Nel 2025 il lancio di TANTEANIME, nato in collaborazione con Regione Lombardia per valorizzare i siti UNESCO del territorio.
Un progetto in rete di impianto ben diverso ha preso il via nel 2023, con aggiornamenti costanti e ottimi riscontri. Si deve infatti ad Abbonamento Musei, Fondazione TRG e Consorzio delle Residenze Sabaude la nutrita serie Fila a nanna, intesa ad «accompagnare il momento della buonanotte dei più piccoli e vivere attraverso l’immaginazione un viaggio tra storia, arte e bellezza». Conta su narrazioni originali che uniscono fantasia, divulgazione e valorizzazione del patrimonio culturale, portando per mano i più piccoli a vivere esperienze sonore immersive: la formula è fiabesca ma i luoghi sono reali! Si spazia tra musei lombardi, musei scientifici piemontesi, fortini e residenze augustee.
Se, come dicono gli studi, il coinvolgimento dei bambini genera una partecipazione allargata che coinvolge le famiglie, c’è da immaginare che saranno loro un giorno, i bambini, a prendere per mano i genitori per scoprire dal vivo questi luoghi magici conosciuti con la voce.
La voce del pubblico
È uscito a fine maggio Musei di vetro – Il nuovo rapporto degli italiani con i luoghi della cultura, primo rapporto CENSIS nel suo genere e certamente con seguiti in futuro. Le ricerche rivelano una pertinenza molto felice col tema del podcasting, là dove la missione percepita dei musei, oltre a conservare ed esporre, è proprio trasmettere la conoscenza; peraltro, la divulgazione può mitigare la scarsa comprensione dei contenuti, qualora divenga una barriera all’accesso. L’intervento di Francesca Cappelletti, Direttrice di Galleria Borghese (che, va detto, ha un palinsesto podcast generoso) si intitolava Ricerca, conversazione, generosità. Parlare di assonanza col podcasting è legittimo, tanto più se il medium può soddisfare esigenze ben rilevate presso il pubblico.
Gli studi condotti dalla Galleria portano a capire che i più giovani, ad esempio, vogliono sentirsi liberi e puntano a un approccio emozionale. In senso trasversale, emerge un vigoroso «desiderio di racconto» – sic! – e una robusta sete di sapere che, soprattutto, riguarda i restauri. In risposta, così possiamo immaginare, ecco il podcast I segreti del Giudizio, prodotto in collaborazione tra Radio Vaticana e Musei Vaticani: mentre nella Cappella Sistina il Giudizio Universale è coperto per manutenzione straordinaria, la voce supera il ponteggio e narra «un viaggio dietro le quinte, a tu per tu con Michelangelo».
Sostenibilità, cultura e un sentito «grazie»
Nei documenti emerge che anche grazie al podcasting i musei rispondono efficacemente agli Obiettivi dell’Agenda 2030: diritto all’istruzione (SDG 4), parità di genere (SDG 5), riduzione delle disuguaglianze (SDG 10) a cui si aggiungono coesione sociale e sviluppo urbano sostenibile (SDG 11), tutela dell’ambiente e il rispetto per la natura (SDG 13), collaborazione, scambio e dialogo con altri soggetti (SDG 17). Ma già parlare di un medium ricco nei contenuti, sempre disponibile e di libera fruizione dà prova di responsabilità sociale, si tratta di rispondere ai bisogni del presente guardando al futuro in prospettiva. Un esempio è nel bouquet podcast del MUSE, Museo delle Scienze di Trento. Sotto l’ombrello MUSE On Air cultura, ambiente e natura sono il filo conduttore delle produzioni.
A sostenere questo progetto è stato fin dall’inizio Michele Lanzinger, geologo, antropologo, fondatore e per molti anni Direttore del museo. Ed è questo il momento di un ringraziamento più che sentito: a Lanzinger, che purtroppo ci ha lasciato il 30 maggio, per la levatura che ha espresso come uomo, per l’eredità che lascia come eccezionale esperto e come Presidente di ICOM Italia.
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